Il Fiore della Notte.

1° Capitolo

Ho cercato di capire cosa fosse realmente successo quella notte, mentre l’atmosfera era comunque tetra, la Paris che conosco è fatta di movimenti tra chi comanda e chi ruba. L’arte che sa di forme plastiche, delle novità cercate con il lume critico, l’assemblamento tra le culture. Io da Italiano, vedo dei problemi comuni, vedo anche degli aspetti superiori, vedo il costo della vita, la corsa verso la fine giornata. Non c’è la speranza di un mondo migliore no di certo questo sovviene a tutti, ma nelle rues più difficili ci trovi il banale ma vero scambio della merce. Gli uffici delle Lettere sparano colpi di pistola nei fianchi, la sopravvivenza è difficile. L’industria della stampa è alla ricerca ma gode del silenzio della vecchia guardia, così alla fine si cela dietro il trentennio passato, questa vecchia guardia che c’è un pò ovunque, che ha perso fiducia nei giovani, che non trova le risposte che vuole. Così noi giovani poeti, ormai diventati grandi, non abbiamo molto tempo ancora prima di sputare le nuove sentenze dei nostri tempi. In fondo alla ricerca dello spirito della poesia ci va un pò chiunque ma ella sposa solo chi davvero ne fa poi arte e di ciò una vita. Volere del Poeta credere in sè per arrivare a lavorare per una rivista, volere sganciarsi dalle correnti e correre da leggenda, formare un piano di evacuazione dall’imbellicilità e un piano d’affari per confrontarsi con il mondo. Questo è l’aspetto di un lavoro, ma qui dove non c’è attrito puoi trovare la formula migliore per i tuoi cambiamenti, i tuoi sensi liberi, le tue luci. Cercarsi oltre una certa esperienza significa lavorare sul proprio amore e crescere in sè ma di conseguenza e di autorevolezza; quando puoi trovare ciò che ti piace, non è certo una disperazione che te lo porta via, è qualcosa di più afferrabile come un premio, che viene rilasciato dalle strade dove avvengono gli scambi, tra gloria e crimine a me che sono sparito, quella notte tra le note di un violino italiano, tra le stesse strade in cui ho cresciuto il mio affare. Un affare di storia, un affare d’arte, un lavoro sporco, una cresima sull’asfalto di Paris, una tonnellata di santità nel mio inchiostro, una visione che lascia la scia della polvere del sangue seccato sulla cicatrice, nel volto letterario, nel fuoco che brucia il silenzio tra le virtù della lettera critica di malefatte e di argento liquido.

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