1° capitolo

La fonte della mia scelta era il mercato della borsa, con sè or noir il costo del mio sponsor sa di sague e controllo della strada, qualche vecchio lavoro sporco che ho fatto ancora, con la promessa di restare in strada e non venduto alle fantasie dei salotti o delle ville imperiali. Dovresti vedere certe facce, sembrano diverse il mattino dalla sera ma sono sempre loro, i double face criminali della televisione, delle radio, quelli che ti sputano nel piatto praticamente. I trucidatori, loro i critici della scrittura sull’acqua. Quando le mie cente mi sostengono con una buona certezza, sui fili di rasoio, dove pure mia madre mi aiuta e prega che mi comporti bene, alla mià età mi faccio ghignate che rimbombano in certi echi, dagli asfalti di Firenze e di Milano, agli asfalti di Paris, per cui pesa la calce a tocchi di oro, come sassi in banca nascosti e purificati nelle rues nascoste, da escort bellissime che hanno unghie curate e occhi di fuoco, solo per loro, che ballano da sole. Dove l’asfalto non piange da solo, ma piange chi non presta attenzione o chi perde la testa e si frantuma in crisi esistenziali che uccidono l’uomo. Non potrei dimenticare il cannone puntato dalla Gendarmerie, sulla strada del disastro, ma non dimentico le risse per una donna o le botte per 1kappa. Oggi vale questo oro, il mio oro nero, quello che mi mantiene alta la faccia, in questo squalismo del dolore. Ho perso le mie prime dignità già da ragazzino e ho pagato gli anni in silenzio il mio culto criminale, ma resto agganciato ai fatti di Rue de Crimee, dove la Polizia Italiana mi controllava, come i vecchi tempi quando smazzavo per le vie di Lodi, le stesse vie che mi hanno tradito, buttato in manicomio e perseguitato e drogato per avere più autostima. Oggi pesa, il mio Francese, dove tu scrivi poesia dove tu hai pubblicato con gente che fa letteratura e nè fa business per grandi attori, o per grandi campioni della bugia. Osservo spesso il ragionamento, nè traggo beneficio, quando svalvolo nel ragionamento mi fermo, prendo una pausa, stacco e blocco il tempo per capire, con pochi soldi questo non è possibile, quindi mordo dai fatti di via Ghiacciaia a quel posto di blocco saltato, fino a correre sulle scale per uscire dall’Inferno, e oggi puzza il vecchio e non mi rende. Le scelte diverse hanno prodotto la diversità tra me e te che sei mio nemico, lost memories not available perchè io ricordo il valore dell’Infamia ricevuta negli anni. Oggi profuma, il mio business ed è mio, dove c’è limite ma puzza di vecchi boss che ostinano la bocca a parlare e dire ciò che è vero o falso secondo loro, contro cui ho fatto un discorso, che tu di me non puoi sapere, perchè non c’è stato nessun controllo, quindi tu di me non puoi sapere. Vuoi sapere perchè dove nascondo l’oro c’è questo odore, vuoi sapere cosa ho fatto, lascia che ti faccia un tour leggero, da Roncourt la spiaggia di campagna ho preso il colpo, il mortal kombat la botta che ha diviso il tempo, più i soldi rimasti del mio vecchio. La playa, dove ho ballato con il contatto è la spiaggia di Sable d’Olone, quale vacanza a tornare da Nantes, una vacanza che mi poteva costare il carcere, tornare a Rouncort. Quella notte arrivò e fu il momento in cui nel silenzio e con la beffa dell’anonimo, tipica scelta del profilo basso che faccio per non prendere gli schiaffi dalla legge, cambiò il mio volto e prese la strada del silenzio d’oro nero, in cui il mio giro un tour leggero di cui racconto, mi ha pagato levandomi le scuse i se e i ma dal black e lasciandomi respiro, dove oggi metto sui fatti di Rue Lafayette, la mafia di Parigi negli svicoli, dove nascondo il mio oro, sui tuoi canini sporchi di bamba o sulle gote arrossite di emozione di Sophie. Tu non saprai mai, dove non c’è controllo non c’è discussione o diritto di parola, per te che cerchi di essere contro o che lavori per la polizia e mi controlli. Leggerai i versi dell’oro che possiedo e perchè lavoro col denaro, dalle strade sporche di bestie di Satana, alle perle che compro per il mio collier. Dove guardi, questo è il posto dove nascondo il mio oro, tra i ghigni di chi mi rende la materia a te che mi stalkeri a te che leggi da un paese che non c’entra niente con me, per dire, che ciò che pesa in letteratura è l’oro dell’inchiostro che usi, quanto ti vale un verso, a quanto è quotato, a che piazza lavori, o con chi hai rapporti, quando sei conosciuto come poeta come scrittore e non sei un trash best seller mosso da media e social media, politici e venduti, ma appartieni a categorie pubbliche nella nicchia di chi fa davvero lettera, che hai di certo passato la Total Shit in mezzo ai lavori fatti, le vecchie scritture i pezzi mancati, la droga nascosta le lacrime di Sophie e la fatta puttana vita che ti ride in faccia, ma tu che ne sai chi ha l’oro nell’inchiostro, quanto pago una penna o cosa ti ho scritto in piena crisi di pazzia, gli scanni di un pazzo o il flusso di un bel pensiero, le notti ubriaco con il rimpianto di non aver fatto la cosa giusta, il pezzo che ti manca per uscire dal disastro, non è mai arrivato. Ho cibato di male e dolore che ho provato, il mio fiore ed è un fiore carnivoro, soltanto che profuma di fascino e pretende la perfezione nel suo scambio, da bocciolo a fiore luminoso. La Rosa carnivora così bella che pranza con il tuo pour parlè e non fa patti tranne che con il silenzio, il mio giro silenzioso nelle notti di lusso nei club, nelle abbaiate del Rotwailer che ti morde se gli entri in casa, nelle bocce di shampoo Ushuaia che costano poco nelle narici incrostate dalla coca che sfruttano giovani trader con il vecchio metodo del guadagno assicurato. Puoi credere a quanto non piaccia, ma che il giro piaccia ho seri dubbi, sei piùttosto attaccato alle tue vecchie bottiglie fatte ai tavoli delle disco, non per me, dove ho lasciato la traccia è un bell’errore, perchè di questo errore ho fatto l’oro del mio inchiostro, per cui scrivendo genero un valore e il valore è d’oro. I Carati con cui esprimo il mio stile sono i segreti dei miei lavori sporchi, il trend del mio comportamento, quando in silenzio giova il senso e l’idea di un pensiero danaroso, pressochè preleva il gusto dal cervello e pulisce il baratro dell’aquario in cui nuoto. Sarà certamente un investimento, ma preme alla tempia come una Glock affamata e schiaccia la notte ai miei piedi, dove non c’è chi mi comanda, ma le regole del gioco non le ho inventate io e quindi il mio pranzo pesa, così come un mio sbaglio, perchè se sbaglio, mi faccio troppo male. Altrove non c’è cosa io abbia importato, c’è il resto del mondo che non mi gira attorno, per il quale sono uno come tanti, che paga le tasse e si fa il culo per vivere, dove trovi il confronto pubblico main stream, dove non mi conoscono davvero. Così scritti i miei Carati sono come delle spine nel fianco a chi minaccia, con il peso d’infame la mia vita il mio guadagno. Costa l’apparenza, sfumata negli stermini della mia anima anni fa da parte di chi mi ha offeso. Dai fatti rivolti a tempi che sono stati divorati dal talento, dei Carati scritti, negli odori delle cene calde con mia madre, nelle parole di ignoranza che straevolve nella cultura popolare. Altro che il dibattito su cosa c’è che non va e cosa è realmente la mia vita, tra gente che è completamente fuori strada. Mi marchia il lavoro del Pusher sugli asfalti Italiani, ma bei lavori anche a Barcelona, certe tipe talmente serie che incontri in questo lavoro, alcuni bei ricordi e poi la spiaggia in Versilia, di Torre del Lago. Non mi hanno mai fottuto in questo, così la tradizione è quella, ho venduto anche chip di certo tipo, ho venduto anche un vaso con 4 gigli bianchi a una signora che mi ha chiesto se gli trovavo il giglio proveniente da generazioni dalla Francia. Pesa il mio Carato, viaggia oltre il tuo spergiuro e si posa sul giro che non parla, del mio Oro, quando racconto a Borko certe cose, tira sempre una riga nera sulla tua bocca. In Bulgaria hanno adottato l’euro da quest’anno e l’Ukraina è stata difesa dalla Nato, costa poco una prostituta Ukraina, è il viaggio che si sono fatti in tanti. Alla fine si è rotta la ruota, per me gira così, dove il mood è questo per il resto puoi crescere nel lavoro ma resta poco del passato, resta solo un pensiero che è fatto di rabbia, come i fatti di piazza tricolore, tanti anni fa, gira ancora il cazzo per aver guadagnato solo cento euro nell’ultimo giro. Il mio giro è il mio Oro e vale il gioco, sono i versi che mi permettono di mangiare, in cui faccio Nismo, ed evolvo sulle note di questa storia, questi boss che mi vogliono sotto torchio e queste leggi che tassano anche le dita delle mani. Spara, l’oro dalla penna e violento flutta sulla carta scrive il Fiore della Notte, una leva che taglia fuori il vecchio porcaio di ammazzatoi, alza la vista e prende tutto, con le mie garanzie, come una volta, quando c’eri anche tu sul libro paga. Volato via, come un torrente di nuvole il mio Oro scrive la storia, di ciò che faccio in questo giro leggero delle mie Air Max, una piazza d’europa una lamata sulla bocca, devi stare attento perchè il passato è stato abbandonato, rinchiuso in sbarre firmate da Magistrati che hanno scritto di me negli anni, della mia patologia clinica e delle definizioni eacurate per arrivare a dire che sono irrecuperabile. Dove ti racconto il mio tour leggero d’inchiostro costoso, che tempo fa avevano fatto a pezzi, delle mie Opere, non riuscirai mai a dire che sia falsa, la letteratura che ho scritto. E cosi anche il costo di una copertina fa variare il prezzo di un libro, è questa corona che porto, a darmi prestigio, non è un viaggio dentro i poeti che puoi conoscere, è un prestigio scritto che ha valore, il tempo giusto con cui premedita una scelta. Nel carato predico il valore del giro, quando Miguel si fa certe risate se gli dici che c’è gente che ha provato a fottermi. Lascia correre il destino non fa per me, ormai ho creato un giro in 24 carati d’inchiostro che rimbalza nelle pupille di certe fanciulle ancora iridate nei loro ghigni. Quando pensi ad essere preciso coi pagamenti, c’è sempre qualcosa che spacca le palle, ti complica, parlo di soldi, così da darti persino un grande fastidio. E’ una serietà che poi con l’età cresce, si consolida e ti rende uomo. Esce dai rapporti, questo dire ma vale per tutti, anche se i rapporti sono strettamente pesati, studiati e affidabili. Così è la restante polvere del mio pensiero, un volgere a casa, su delle strade non consentite, per cui cresce il fascino, in cui il mio ghigno sfreccia nelle notti assetate della carne femminile, per dove ti lascio lì tra quattro portafogli, a contare il tempo che non passiamo assieme. Quanto pesa questo inchiostro, è sicuramente un fatto reale, quello che ti racconta questo fiore della notte. Non prendertela, fa più male tenerselo dentro ma è stata per me, l’unica soluzione potrai capire a quanto fluttua questo giro.

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