Dormo dieci ore, mi sveglio e mi faccio un caffè, stasera è dura con Sophie, c’è da trattare argomenti delicati e non è facile. Il giro si chiude e non ci vedremo per un bel pò, senza contatti senza niente e so che Melissa lascia sempre correre due lacrime dopo che le scrivo sul telefono “Tutto a posto Meli, ci sentiamo in Inverno tesoro”. “Abbi sempre cura di te piccolo”. Lei mi chiama piccolo, perchè ho sempre uno spazio nel suo sentimento. Mi rollo una sigaretta, sono stati tutti pagati e il giro sta per chiudersi stasera. “Pronto Bo tutto a posto?” “C’è sempre sta tipa da Londra sta Cinese che mi spacca le palle Crypto! Crypto! Crypto! Le dici di fare una società e ti salta fuori con la public charity che ha da fare e allora tsk! lascia stare, si tutto a posto ho eliminato la parcella e fatto i conti, gli affitti vanno bene, devi venire qui da me e lo sai che ti aspetto!” “Vengo al mare in vacanza da te, lo sai appena sistemo i conti qui vengo al mare!” “Devi vedere quanta figa che gira, che puoi scegliere quella che vuoi haha!” “Lo so amico mio, vorrei già essere palle a mollo ma non posso, comunque li ho messi tutti su chiavetta i profitti, ormai sono in cassaforte. Posso anche comprarmi casa se voglio.” “Bravo, qui il ristorante va bene, si sta bene, ho tutto quello che voglio ormai.” Metto giù il telefono, so che Melissa ha sentito Jorge e così mi appoggio la mano sulla fronte, Andrè, stai chiudendo e stai sudando, ritornare in studio a registrare, a fare a pugni con quei rapper maledetti, a scrivere i libri che vendi, a fare arte di strada come al tuo solito, stavolta è diverso, ormai sono due anni che fai questo lavoro e hai l’ultimo giro questo Inverno, poi abbiamo deciso che chiudiamo perchè il rischio è troppo alto e comunque abbiamo fatto buoni kappa io e Sophie in due anni di sbatti or noir. Corre l’anno e ho troppi reati scampati, troppe proteste violente da artista, troppe volte l’ho scampata grossa e sarà ora di fermarsi, altrimenti collasso. Sono le otto e venti, prendo il telefono chiamo il ristorante “Bonsoir vorrei fare una prenotazione per stasera, so chè è tardi arriviamo tra un’ora e mezza per favore”. Chiamo Sophie ” Tra mezz’ora sono da te” ” Pensavo non ti facevi più sentire, va bene ti aspetto”. Con Sophie sarà lunga la discussione stasera, abbiamo parecchi affari da discutere, ed è tutto molto delicato. Ho scritto la fotocopia del giro di questo Inverno, soltanto che il viaggio è stato più breve, stesso cliente stesso sbatti stessa cifra, stesso freddo, quel freddo che senti nelle ossa che ti rabbrividisce il pensiero, quando hai a che fare con aspetti e persone che non hanno remori sulla coscienza, che le regole le disgustano dal profondo. Stessa gente di molti anni fa. In pratica se non fossi stato in comunità, si sarebbe ridotto di brutto il tempo, avrei avuto meno difficoltà a chiudere il giro di Barcellona, in sette anni ho fatto dentro e fuori due volte e non ho cresciuto i miei affari come avrei voluto, ma nello schifo delle mie prigioni. Come quando ero dentro a Bergamo e mi scriveva Federica, ogni tanto mi spara un messaggio su facebook e ci raccontiamo come va, lei è una tipa seria che conosco e credo che sia in giro a scrivere della sua vita come faccio io, perchè anche lei è una scrittrice. Quando sono tornato quest’inverno, ho raccolto la mia faccia tra le mani ho tirato un sospiro a Bercy mentre passavo da Sophie e allo stesso modo mi sono lasciato con Melissa, fermandomi un momento, in mezzo alla strada e girando gli occhi verso una Madonna che mi protegge. E’ Gennaio, sembra ormai la neve più bella di sempre, quella che mi pulisco dalle suole quando entriamo al ristorante io e Sophie.
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