2° capitolo

“L’Argento continua a salire, tu dici che con il nuovo ATH sarebbe sceso invece spinge ancora come l’oro, non so se hanno inserito il sistema IA all’interno degli assets però anche a me sembra strano, dopo un pump del genere dovrebbe calare non hai torto, invece continua a salire. Ho venduto per quel timore e invece poi appena ha dumpato leggero ho ricomprato la metà. Però non in cfd ho fatto tradizionale cosi sono più tranquilla, sai cosa c’è di bello che l’obiettivo l’abbiamo raggiunto, li abbiamo fatti con l’Argento, sai quanti? Il 54% in poco tempo è davvero ottimo il risultato. Ho tenuto gli assets e siamo già sopra, se cala poco male abbiamo comunque fatto cassa e bene con l’Argento. Poi c’è la Rolls Royce che ho venduto e ti giuro continuo a sorridere su quella cifra, quello che mi avevi detto tre anni fa si è rivelato 112% di guadagno, mi sono sistemata per un bel pò, lo ammetto hai fiuto, non è la prima volta che te lo dico.” “Sei tu l’economa non io lo sai, mi lusinga” ” Ho preso 4 azioni Nasdaq l’anno scorso le ho aggiunte al portafoglio, ormai mi sento una cazzo di statalista che non fa altro che seguire i fondi, mi sono ridotta una sanguisuga purtroppo.” “Lo sbatti è quello, prendere sempre il meglio dalle informazioni e trarne risultato, è un lavoro da cervello fino e tu sei sempre stata bravissima a far fruttare i guadagni”. “Si Si poi mi sono presa una percentuale su un fondo che avevamo creato con un’azienda da cui sono uscita, perchè ho una novità per te” i miei occhi cambiano espressione e si addolciscono “Ho deciso di entrare in società con il Colombiano, lui è fortissimo sui mercati e lavora in anonimo, gli ho parlato di te e abbiamo creato un ufficio online molto protetto, dove costruiamo le percentuali dei fondi, siamo solo io e lui e per te c’è il 16% se vuoi unirti e ti gestisco tutto io cosi puoi lavorare nei tuoi ambiti artistici senza preoccuparti. La base del fondo è in centinaia cosi le percentuali sono impostate e semplici, abbiamo attaccato i broker con cui lavoriamo e spingiamo tutto su quei fondi che utilizziamo per gli investimenti. Ad ogni centinaio aggiunto tu hai sempre il 16% ma se non ti aggiungi rimane il 16% del fondo precedente investito. E’ un piano di evacuazione niente male, che ne pensi?” Pensavo che mi chiedesse di starci assieme e invece mi ha proposto un lavoro, Sophie è talmente affascinante che alla fine ho un debole per lei, resterà sempre la mia socia insegnante della materia finanziaria, probabile non la mia tipa. ” Va bene sono d’accordo, prendo i giri delle prime tre centinaia e basta, a te va bene?” ” Perfetto era quello che volevo!”. – “Lui si chiama Manuel, vive a Berlino, in periferia.” mangiamo tutti e due un filetto con la salsa di carote e carciofi, eccellente buonissimo, mezzo bicchiere di rosso, mi guarda e mi dice “Andrè, dobbiamo smetterla con questo giro sporco, non possiamo andare avanti, se ti portano via io non so cosa fare senza di te, sono talmente affezionata che starei male davvero, di soldi ne abbiamo abbastanza in società, fermati non sbagliare!”. Alzo lo sguardo su di lei con gli occhi lucidi vorrei sputare la cattiveria degli anni che ho passato in comunità sotto infamate enormi, da quando conosco Sophie lei non mi ha mai mollato, allora mi metto composto, gli occhi assumono un fare assassino e la pupilla si restringe, al punto che esce una lacrima di odio viscerale e cattiva. “Va bene tesoro.” – “Sto lavorando ad un progetto artistico, è online su WordPress la piattaforma che usano tutti gli scrittori nell’Otan, vorrà dire che racconterò delle mie storie e mi metterò comodo senza lasciare tracce, scrivendo dei giri della mia vita, senza più muovere un dito su ferri sporchi o pacchi di coca, sono d’accordo con te, e così farò, è come se sapessi qualcosa di me che io non so Sophie!” “Ti cercano vogliono sapere dove sei, spaccano le palle a tua madre, a tuo fratello, ai tuoi amici, tirano fuori storie del passato per screditarti, ci sono di mezzo anche degli psichiatri delle comunità dove sei stato e gente che dice che sei pericoloso e che sei completamente pazzo, fanno tutto questo e alcuni sono dell’industria musicale e artistica in Italia, sono loro che muovono contro di te, ti vogliono morto, dovresti fermarti a riflettere caro Favela!”. La mia espressione si incattivisce e diventa nervosa ma resto composto e le dico” So bene chi marcia contro di me e farò tesoro di quello che mi dici, come sempre”. Pago il ristorante, usciamo e mi accendo una Philip Morris, lei tira fuori il pacchetto di Marlboro e nè accende una, ci guardiamo negli occhi due secondi, intenso, fumiamo senza dire niente come se qualcosa si formasse tra noi due un’intesa, che corre nel sangue. L’asfalto di rue Lafayette sembra rovente, i capitoli chiusi in silenzio con vecchi boss, di nascosto tra me e Sophie, sono un macigno sulla coscienza che sprofonda nella vita, va giù dritto all’Inferno da dove non torna più. “Ti accompagno a casa, chiamo un Uber e andiamo” ” Va bene”. Accompagno a casa Sophie e la lascio sola, esco dal palazzo e m’incammino, è tardi sono quasi le 2 di notte, c’è poca gente per strada, svolto a place d’Austerlitz e mi avvio a casa, fa freddo, mi chiudo nel giubbotto e non penso a niente. Dopo venti minuti arrivo a casa, chiudo la porta tutte le mandate come un gesto di liberazione. Respiro profondamente, tiro fuori 4kappa dalla tasca interna dell’Armani, li metto sul tavolo e penso:” E’ finita, abbiamo chiuso.”- la storia è completa abbiamo chiuso posso spegnere il telefono, scrivere due righe su facebook per dire a gente varia che è tutto ok, posso smetterla di fare il pusher, posso tirare una riga nera con il marker sulla parola passato. “E’ finita, non c’è più niente da dire.” Accendo il pc, guardo gli amici di facebook e guardo il progetto a cui sto lavorando, “Va bene” farò così, tralascerò nel romanzo le mie tracce del passato e scriverò dei miei giri in questo Fiore della Notte, il fiore che ho coltivato e che sono diventato, ciò che agli occhi di chi non mi conosce o di chi mi minaccia al posto dei petali ha delle spine secche e appuntite, come coltelli i denti con cui mordo il pane dei miei vizi capitali. La lotta dentro l’editoria la fuga dalla tua realtà di strillone, nel silenzio dei vicoli con poca illuminazione, sgattaiolo furtivo ballando il prezzo delle mie lacrime di lode sulle malelingue della mia vita, i miei preventivi sulle facce scure di chi mi ha perso per queste strade sulle note di fiati orchestrati per uccidere, con quella melodia sfrenata che esagero nella nascita, del picco che l’inchiostro crea un flusso di energia come un’onda che scrive i decibel e le nozioni, per stare lontani da me, la mia protezione sull’asfalto, un credito infamato da tutti, solo che in pochi davvero, possiedono, la mia street fame, il mio oro nelle pupille nelle mie pupille, il cielo grigio panna accompagna questa mattina, un servizio terminato. Dormo, mi sveglio e mi faccio un caffè, guardo fuori dalla finestra, in strada, la Paris che vedo incanta, la mia lettera assume carati romantici, che scivolano tra le rues che calpesto, le mie Air Max noir mi portano ovunque, sterrati spiagge boschi neve paesi e città, qualsiasi terreno ci sia ci sono sempre dentro con le mie Air max, che poi detto fra chi conosco, c’è sempre qualcosa che non ti piace di quello che fai che ti infastidisce, come l’affitto da pagare e le spese della casa, la spesa che fai per mangiare, o gli sbatti di contare anche i centesimi per fare risparmio, sono cose che si fanno per avere sempre tutto sotto controllo, non come quando c’era mia madre che sborsava, perchè tutto quello che mi sono guadagnato nei miei giri nel sud Milano quando avevo vent’anni, l’ho speso tutto per colpa della patologia psichica che mi è venuta, mi hanno drogato, lo so che lo hanno fatto ma io avevo perso il controllo, dopo che si era chiuso il giro e purtroppo è stata una situazione altalenante, con cui in tanti hanno avuto a che fare, in specie certe ragazze che frequentavo all’epoca, purtroppo con loro specialmente una, ho fatto un disastro. Ancora oggi si cerca di capire, solo che io le mie indagini le ho chiuse, dal primo diss ricevuto per accaparrare la scena, a zero poesia, all’ospedale dove sono finito, ai lavori eccellenti per strada con il fumo buono, alle botte con i politici. Purtroppo tutto questo è stato passato sulla mia pelle ed è il giro in assoluto più pesante della mia vita, lo scriverò in argento liquido, per mantenere le Air Max a terra, nel mio nuovo stile ma come una volta. Uscivo di casa alle 2 di notte per beccare i clienti più volte, anche solo per 10 rose, era un lavoro difficile ma nella mia favela, girava aria omicida, tutto sul taccuino moleskine i miei creditori del sud del lodigiano e del milanese, le bocce di Acquerello piene di argento e il fumo gratis. E’ un periodo gravoso sulla mia carriera, in cui ho pianto, in cui mi muovevo in punta di piedi per non avere problemi con la legge. Un periodo di lavoro da sgherro, che faceva gola a tanti con la parola di Ale, nel giro dei fatti di qualche kappa fatto in fretta, alla parola di Tony, che si aggiunge sul tardi, quando ormai l’azienda era avviata. Alle mattine a beccare i clienti, nei bar e nelle piazzette alle sere in cui si contava la guada del giorno, il momento in cui mettevi via le tue rose fresche per andare a ballare, per mantenerti le sigarette e fare risparmio sulle guade. Andavamo a ritirare con la Brera, eravamo dei falchi e piaceva svoltare sugli asfalti di casa nostra. La realtà è che avevo una tipa, Martina ci siamo lasciati poco dopo che un calabrese mi aveva inseguito con la sua Smart bianca, il giro con Ale era appena iniziato e dopo i lasciti con Chiara e la disperazione della mia fuga a Londra nel giro di un momento difficile mi ruppi la gamba giocando a calcio e finì in ospedale psichiatrico praticamente l’anno dopo. Fu il disastro tutto iniziò dopo che Chiara mi lasciò, presi una strada criminale e oscura mi misi in piazza, ma durai poco cosi aspettai e presi le redini con Ale i nostri contatti erano buoni e facevamo il nostro lavoro, in una certa pace collaborativa, non mancavano i soldi e saltavano fuori le rose per camparci. Si ritirava ogni settimana, il giro di qualche panetta era il motivo per andare su col prezzo, da 7 rose a 8 rose ma alla fine c’erano panette meno costose e si stava sulle 6 rose al grammo, in piazza, nella favela. Con Martina feci un disastro iniziammo una guerra che mi ha fatto male, come io nè ho fatto a lei ma non sto a racconatre più di troppo, lascio che ci sia spazio per dire quello che si vuole, nonostante stessimo assieme io non stavo bene ed è vero alla fine ho sbagliato a sottovalutare la mia situazione da ignorante cosi finì in ospedale e da li prese un giro malvagio, di cui lei che è una tipa seria, sa bene di cosa parlo, di quanto mi ha odiato. Erano le 9 del mattino con Tony a girare dieci grammi a un tipo del sud milano, Tony non voleva darglieli perchè non aveva soldi e il credito lo facevi ma solo a chi sapevi che pagava cosi io gli feci un discorso a Tony, diamoglieli a credito e se non paga muoviamo le mani, ma cosi si sparge la voce lui ci fa comodo per diventare più grossi. Tony mi ascoltò e una settimana dopo c’era gente in più che telefonava e il giro si allargò a qualche panetta in più, fino a mezzo kilo. Era un bel lavorare alla piazza tra noi tre, i soldi li tenevo tutti io, mi chiamavano “il contabile”, il giro viaggiava forte, la gente comprava il fumo e gli stava bene il prezzo, era un fare mica male, cosi dopo che avevo mandato tutto a farsi fottere con le mie ex iniziavo a vedere 7-800 rose fluttare nel mio portafoglio, nel giro di qualche settimana, era lo stretto giro del black sugli asfalti della bassa, con ghignate abbondanti tra di noi. Purtroppo la patologia andava e veniva e io la sottovalutavo, infatti finì in ospedale altre due volte e piangevo da solo perchè sapevo il male che mi stava facendo Martina a Pavia. Ho passato anni a capire cosa mi fosse successo dopo che Chiara mi ha mollato, so che sono stato drogato con delle bevande non consentite, che si servono a chi è scomodo alla politica del tempo, dato il mio talento letterario e artistico, sono stato punito, secondo loro, i double face, per le mie virtù. Cosi il mio verso correva a Roma su riviste letterarie del tempo, da stagni di poesia a correnti artistiche, la bohem che esprimevo dava fastidio e le mie critiche contro la società erano sul nascere, ma già friggeva negli artisti di allora, il senso di predominio sulla scena letteraria. Così fu una caduta nel languido poetare senza ascolti ma durò poco questo silenzio, ripresi a fare pubblico con la partita Iva, misi in mezzo tutto anche la follia e il giro andava, ero un tipo serio che calcolava le mosse, purtroppo mollai tutto anni dopo quando lasciai Firenze, per andare in Spagna. Feci la stessa cosa, chiusi il servizio dedicandomi soltanto alla mia arte, conoscendo persone di strada davvero, che raccontano storie a cui bisogna prestare la giusta attenzione. “Pronto Andrè c’è uno che vuole due pane viene da lontano, domenica dobbiamo essere svegli presto alle 6 è la punta” ” Va bene ci becchiamo domani alle 5 da te cosi andiamo” “Ok bella”. La gente vedeva la Brera e aveva da dire, volevano essere street anche quando compravano il fumo, in parecchi hanno avuto da dire, ma alla fine in strada c’eravamo solo noi e il giro pesava, alle orecchie dei Carabinieri. Purtroppo col passato dei ricoveri attiravo attenzioni e persino i miei viaggi a Firenze con il fumo non potevano più essere fatti, avevo giusto un paio di clienti e gli portavo il 3000 un tipo di fumo particolare che piaceva di brutto, parecchie volte l’anno ed era 1 kappa buono di valore con le spese viaggio da pagare, sul kilo che eravamo arrivati a far girare in un mese di piazza, in tre. Alla fine ci fu un breve periodo, in cui s’inserì un elemento nel giro che non nomino, che ci fece andare giù, guadagnammo solo 100 rose a testa nell’ultimo giro perchè questo faceva il furbo e si teneva e spendeva i soldi, cosi mi incazzai di brutto e il giro si chiuse li, ci piantai una sclerata perchè dopo quasi tre anni di contabilità sul black delle piazze che avevamo cento rose di guada mi facevano salire il crimine atroce. Cosi chiudemmo baracca e ognuno per la sua strada, bruciai tutte le liste e feci sparire gli opinel, le bilancine, avevo fatto dei pezzi in studio a Firenze, successe una cosa, una brutta cosa: venni pescato dalla legge per violazione di domicilio in casa di una ex che non nomino, perchè non voglio ricordi di questo, perchè era il periodo criminale della mia vita dove ho toccato il fondo, presi tre pugni in faccia dal fratello e mi lasciarono andare, ma anni dopo la legge mi pescò e ricevetti una condanna in OPG. Scappai in Spagna con la legge italiana che mi perseguitava, chiusi definitivamente il giro in maniera violenta, pagai il debito con il contatto di Firenze e mi levai dalle palle in fretta, però ormai ero già condannato. Terminai il giro più pesante della mia vita cosi in un viaggio a 200km/h direzione Barcelona, scappando da tutto e da tutti, persino mia madre, fu un controsenso, trovai l’oro e ci rimisi i sette anni seguenti, mi feci due volte la comunità psichiatrica a Savona e poi a Bergamo facendo avanti indietro tra Spagna Francia e Italia e queste galere le ho pagate con il sangue, nell’ingiustizia di ciò che la legge mi ha fatto. Dopo sette anni di punture, pianti e delusioni, mi trovai di fronte ad una psichiatra in un momento di pace totale a casa mia, che mi disse “Devi tornare dentro” allorchè sparì, per sempre dalla mia favela e chiusi il giro consapevole dei double face criminali dell’industria artistica italiana che mi vogliono morto, così da sigillare questo pacchetto su matalaluna e gli eletti sensi, della mia sacra e santa Libertà. Chiusi matalaluna, trassi il benefatto aurifero e iniziai a scrivere il Fiore Della Notte, la faccia del freddo che ho dentro, la guerra che ho fatto, dove nascondo la mia Verità, che detta brilla come un fiore della notte, della mia gloria. Certa gente pensa di avere ragione solo per assecondare la propria coscienza e certa gente invece di coscienza proprio non nè ha neanche per sè, la realtà spiega il triste declino delle facce di alcuni artisti che si ostinano a venire contro la mia letteratura, mi dispiace scrivo la poesia da quando sono bambino ho una madre che viene dai ’60 che ha buoni principi, sa il fatto suo e non credita le tue palle enormi di super criminale che credi di essere quando sbirreggi tutto alla polizia con l’espressione di chi cerca conforto, i tuoi amici non sono i miei amici, guardati bene dalle storie che fai ogni volta che tenti di assassinarmi, perchè tu fai parte del regno dei bugiardi, dei trucidatori accordati, io invece sono la sponda opposta, quella che non te la fa neanche vedere la biglia perchè tu non hai merito nella street fame, sei solo un secondino che fa fuga di notizie, qui c’è scritta la verità e sai cosa vuol dire, significa che tu sei il vuoto che resta dopo le mie ghignate sull’asfalto sporco, sputato negl’anni con l’eco della strada, il passpartout che non riesce a prendermi, le tue manette sui miei polsi che rompo ogni volta che scrivo la verità, una lingua rapida e bollente, come un proiettile nel tuo cervello di grande artista. Così corre nelle cente delle mie guade la tua bugia e frutta il seno della mia fonte, dove cibo la mia anima di amore mio, che cavalca il delirio e sotterra la tua flebo di zombie, nel processo del campione che cerchi per svoltare i tuoi pattern IA, quando alla fine sei solo uno sporco doppiogiochista finto e maledetto come le tue bottiglie di Crystal, con cui mi hai avvelenato e drogato per avere la plaza sotto chiave, che paghi care mentre le mie rose sono il pane dei miei diletti. Così svoltai in Strada Nuova, senza più volerci tornare, lasciai la Pavia che mi aveva adottato, senza maledire con il ghigno della verità, mi ripresi la plaza spaccai l’altare delle maldicenze e lasciai il crogiolo il rubinetto aperto, per tenerti lontano da me, dove cresci nello stagno della tua bugia. E’ rendere lo stile un’inchiostro fatale, giudice che dice la verità e costipa la tua carne al merchandising e alle lacrime di chi non palpita sulle note avvenenti del culto, di ciò che vorresti, invece sei soltanto arrivato dopo, con il tuo malloppo di scarse bugie home made. Così la mia patologia psichica mi portò via tempo, lustro e successo, frequentavo club riservati solo a certi dj’s che ho ascoltato molte volte, che apprezzo sempre perchè il talento si esprime, non faccio critiche resto sempre sui miei pezzi preferiti, soltanto che la Techno suonata è cambiata negli anni non avendo il diritto di dire mi limito soltanto a capire cosa vogliono i deejay dalle loro performance, nonostante il mio pensiero radicato nei duemila, quando ci fu il successo splafonato, gli ottoni li sento ancora in certi pezzi così come certi bassi da brivido che mi rallegrano, sapendo che ci sono artisti che mantengono una linea orchestrale, che fa piacere sentire. Le correnti variano e gli artisti seguono le onde, mi ascolto i pezzi di Amelie che ammiro molto, ma non vado alle sue feste, devo ammettere che i suoi suoni mi ispirano, ho perso tempo anche dietro a complimenti, alla fine valuto sempre il valore del disco ma non vado oltre che a mettere l’orecchio, perchè il gusto del suono è qualcosa di piacevole soltanto. E’ alla fine che trovo delle Muse, alle quali mi rifaccio in letteratura, di cui esserne ammiratore è un fattore maschile. Così pago il mio dazio con la legge la mia colpa, il mio sangue sputato nella mischia della carne che lotta per avere un pezzo di pane, stavo annegando in un mare di guai e non avevo nessuno, fianco a me, soltanto un gabinetto dove vomitare il male, ero in cella a Strasburgo e stavo cabriolato come un fagiano. Fare tutti questi lavori in mezzo a latitanze deviazioni psichiche subliminali, depressioni violente e momenti in cui agisci in poca lucidità, ti porta ad avere, un senso che negli anni quando curato e sotto controllo, superiore della realtà e ti porta a capire cose che non immagineresti mai di sapere, come il viaggio in Polonia, in cui c’era da capire dove questa guerra ci sta portando, su che strade di mercato, su che fucili utilizzare per le mezze miglia o le miglia e mezze, che tipo di granate servire alla fanteria o che tipo di bocca parla di guerra in televisione, se una bocca sporca o una bocca accomodata su belle poltrone facili da foderare per fare del dire bellico un torpiloquio che non ha visto che cos’è la realtà, se la faccia dura di chi ci è morto davvero o le puttanate sul petrolio che si sentono spergiurare dai paesi del Medio Oriente in accordi con chi si vuole liberare del Petrolio, perchè ne è dipendente. L’Unione Europea e la Nato. Purtroppo il genere di pensiero popolare ha fatto credere di avere ragione ai russi, ed è stato constatato ma di fatto la ragione non è loro. Questo Argento gonfia il pocket in maniera pesante, è così che ho dato le spiegazioni del mio giro passato, orbitante su quello che hai visto di me, un prestigio che hanno davvero in pochi.

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